Attento notomizzatore della capitalistica civiltà giunta agli sgoccioli, Troisio si comporta come un tanatologo ai confini del Basso Impero. I paradisi dell’Estremo Oriente sono analizzati con l’atteggiamento del visitatore di musei, di un “internato” che ne svela perfino gli anfratti bui, i gioielli non esposti. Ecco quel che anima Troisio: far di virtù sentimentali e d’avventura necessità del racconto. Far della vita necessità di vita, una esperienza che non ammette ripensamenti: e forse proprio qui sta il senso dell’esistenza, nel rendere visibile la sua irreversibilità, senza mai definirla come destino. Si sofferma sulle mura in procinto di crollare o già crollate d’un mondo che racconta segni, cifre che forse possono svelare una qualche verità sfuggente ai più: scopre di avere un muro davanti a sé, inconoscibile. Scrittore cosmopolita, non concependo più l’idea di nazione e di appartenenza, va a cercare l’altrove che non c’è, caso mai l’autoesilio, la condizione dello straniero in patria e ovunque. In questo senso Troisio è il nipote di Chatwin, l’uomo che cerca le vie ormai non più tracciate e tracciabili di un’immagine di noi stessi cancellata. Prefazione di Massimo Pamio.
EAN
9788867872510
Data pubblicazione
2014 09 01
Lingua
ita
Pagine
408
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
170
Larghezza (mm)
240
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Le città del re lebbroso. Appunti dall'Estremo Oriente—