Un'impresa letteraria senza precedenti, una sfida folle e insieme una profonda riflessione sulla scomparsa delle lingue e sulla morte delle culture, sull'esilio, sull'identità, sulla letteratura e sul suo valore come elemento fondante dell'unità e della memoria di un popolo. Un popolo immaginario, i Wardi. Una lingua immaginaria, il wardesano. Nei tempi antichi abitavano il continente del nord. Ma dopo la caduta della loro prima capitale, si sono spostati nel continente del sud. È qui, intorno all'anno zero del loro calendario, che fondano il loro nuovo regno, l'Aghar, guidato dal sovrano Zaragabal. Spinti dal desiderio di fissare le loro tradizioni, le loro credenze, le loro idee e i loro sogni, si mettono a scrivere. E così comincia il periodo "classico" della loro storia e della loro letteratura. E questa letteratura è quella raccolta in questo libro, un'antologia costruita seguendo le più recenti conoscenze degli studiosi sulla storia dei Wardi, che riporta fedelmente i più importanti testi scritti nel I e nel II secolo dopo Zaragabal, ognuno con testo wardesano a fronte. Il lettore scoprirà così poeti e prosatori, miti e racconti, testi religiosi e filosofici, che gli permetteranno di avere un quadro storico e teorico completo di questa straordinaria civiltà. Al volume sono aggiunti un compendio di grammatica wardesana e un lessico generale.
EAN
9788867991310
Data pubblicazione
2014 09 17
Lingua
ita
Pagine
360
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
30
Peso (gr)
720
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