Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Bambini sporchi, megere dai denti d’oro e suonatori di chitarra, considerati estranei dalle popolazioni con cui entrano in contatto, nemici, diversi e, in quanto nomadi, per definizione ospiti provvisori. Emersi in Europa agli albori dello scorso Millennio, la storia degli zingari è remota e avvolta nella nebbia ma, proprio per questo, affascinante. Françoise Cozannet ripercorre i miti, le leggende e le loro usanze religiose attraverso secoli fatti di persecuzione, ma anche di momenti felici, grazie a una “capacità unica di gioire e talvolta di far convivere la gioia con la tragedia quotidiana”.
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