Galiani passa attraverso la religione, prima, e le religioni poi, e ne assaggia il rapporto con la materia, presupposto per accostarsi all’arte. Spiega iconoclasmo e iconodulia, sospetto e rispetto per l’immagine, perché rifugga dall’idolatria della materia e sia comunicazione misterica con l’“oltre”. Ciò è molto utile, perché per millenni, religione e arte si implicavano a vicenda, non perché l’autore, e molto meno l’osservatore, dovesse essere un praticante, ma perché la società, che “consegnava” i simboli da raffigurare, era impregnata di una sensibilità e di un ethos religioso. L’autore si chiede come, di fronte alla coscienza della molteplicità delle culture e delle religioni – compresa la non-religione – vi possa essere fruizione piena e trasversale di quanto emerso da un ambiente connotato e particolare. Nasce dunque il rapporto tra l’oggettivo della rappresentazione e gli infiniti soggettivi degli occhi che la osservano. Galiani cerca un prisma che consenta un approccio fruitivo ed empatico anche al “diverso” e teorizza che tale approccio si compia solo se avviene una riappropriazione personale, una decodificazione riuscita, rispetto all’oggettivo che ha dettato l'opera.
EAN
9788868062934
Data pubblicazione
2022 01 26
Lingua
ita
Pagine
152
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Come si presenta questo libro
Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Cosa trovi dentro
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Perché può piacerti
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
Ideale per
Ideale per chi cerca una buona storia
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.