Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Sebastiano Santi è rimasto così: come restano certi artigiani, certi uomini di mestiere che lavorano a lungo senza far rumore, lasciando tracce ovunque, ma firme quasi invisibili. Fu frescante, prima di tutto. È nell'affresco che diede il meglio di sé. Lì poteva usare il corpo, la scala, la superficie viva del muro. «Operava con la celerità del fulmine e con buona dottrina», scrivevano i suoi contemporanei. E lo credo. In quegli anni serviva rapidità, ma anche visione d'insieme. Non si può improvvisare un soffitto. Ci vuole rigore, studio, abitudine a pensare in grande.
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