Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Cosa ne facciamo, adesso, di un intellettuale che a vent'anni sognava di cambiare il mondo e a ventitré cominciò a cambiarlo sul serio? Verrebbe voglia di rinunciare all'impresa e di lasciarlo dov'è, Giovanni Papini: tra i reperti dimenticati del Novecento, come quando lo (ri)scoprì Borges come splendido narratore dello straordinario insinuatosi nella quotidianità. Visto da vicino, potrebbe interrompere il nostro torpore, costringerci di nuovo a ricominciare. A cercare, cercare ancora. Eppure chissà, proprio per questo - a pensarci bene - ne può valere la pena.
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