Il documentario torna oggi a interessare gli autori, la produzione e il pubblico perché in esso è possibile trovare un laboratorio di sperimentazione del linguaggio dei nuovi media. Registi, tra gli altri, come Delbono, Di Costanzo, Marazzi, Marcello, Minervini, Quatriglio, Rosi tra gli italiani, o Oppenheimer e Panh tra gli stranieri, non si limitano a raccontare la realtà, ma ci mostrano gli usi possibili delle nuove tecnologie intermediali e interattive, nella misura in cui queste non ci allontanano, bensì ci rimettono in contatto in modo rinnovato con il mondo che ci circonda. Il documentario contemporaneo – per il quale l’autore propone la definizione di “cinema di testimonianza”, più adatta a descrivere il documentario contemporaneo di quella classica di “cinema del reale” – ci insegna a incontrare il mondo attraverso la mediazione digitale, che definisce ormai l’orizzonte di ogni nostra esperienza. A tale scopo, il saggio mette a lavoro alcune ipotesi filosofiche novecentesche sull’immagine (tra le altre, quelle di Ricoeur, Gadamer, Merleau-Ponty, Lyotard) riferendone in modo originale i risultati ai nuovi usi dell’audiovisivo che qui sono trattati...
EAN
9788868224707
Data pubblicazione
2016 12 28
Lingua
ita
Pagine
216
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
110
Larghezza (mm)
198
Spessore (mm)
18
Peso (gr)
215
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Immagini mancanti. Estetica del documentario nell’epoca dell’intermedialità—