Aleksandra Tolstaja, dodicesima figlia dello scrittore, nacque non voluta, in un momento di grande tensione coniugale. Alla mancanza di affetto che segnò la sua infanzia e la sua giovinezza rispose con una ferma, quasi ostinata, fedeltà alla persona e ai valori paterni. In questo libro - scritto dopo il trasferimento negli Stati Uniti, dove si dedicò al sostegno dei rifugiati politici -Aleksandra rievoca la sua tormentata storia familiare e soprattutto l'intenso rapporto con il padre, del quale diverrà segretaria e copista. Una fedeltà senza riserve ha reso Aleksandra la più intima testimone della contraddittoria grandezza di Tolstoj, fino ad accompagnarlo nella sua ultima fuga, interrotta dalla morte dello scrittore nella stazione ferroviaria di Astapovo. Il racconto procede con spietata esattezza per frammenti di vita quotidiana, dialoghi vividi e a tratti dolorosi, riflessioni illuminanti sullo sfondo di una nazione che sta per essere sconvolta da cambiamenti epocali. Lo sguardo di Aleksandra offre così al lettore un angolo irripetibile per osservare e comprendere la figura di Lev Tolstoj: genio, filantropo, educatore, padre sensibile ma possessivo.
EAN
9788868260750
Data pubblicazione
2014 02 28
Lingua
ita
Pagine
377
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
150
Larghezza (mm)
220
Spessore (mm)
30
Peso (gr)
486
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