Ti ho rubato alla nebbia. Joglieddu

Autore/i: Giorgio Demurtas

Editore: La Caravella Editrice

Collana: Il mare (110)

Le fosse comuni sono terra. Uno pensa a tumuli discontinui sul terreno. No, sono un prato, un campo, un sottobosco. Le fosse comuni servono per nascondere sotto il piano naturale le catastrofi umane: la peste, la rovina, il flagello, la distruttività dell'uomo, la guerra e il fetore. Sono disumane perché anonime, senza nome, ignote. Le fosse comuni vicine alla stazioncina di Rada-Tambov nascondono ammucchiata una babele di umanità appartenente a ventinove nazionalità diverse. Uno dei tanti ossari della vergogna del mondo.

EAN

9788868274016

Data pubblicazione

2021 10 30

Lingua

ita

Pagine

216

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

210

Larghezza (mm)

150

Peso (gr)

346

Come si presenta questo libro

Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto

Le fosse comuni sono terra. Uno pensa a tumuli discontinui sul terreno. No, sono un prato, un campo, un sottobosco. Le fosse comuni servono per nascondere sotto il piano naturale le catastrofi umane: la peste, la rovina, il flagello, la distruttività dell'uomo, la guerra e il fetore. Sono disumane perché anonime, senza nome, ignote. Le fosse comuni vicine alla stazioncina di Rada-Tambov nascondono ammucchiata una babele di umanità appartenente a ventinove nazionalità diverse. Uno dei tanti ossari della vergogna del mondo.

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