Nella diciassettesima legislatura, cominciata nella primavera del 2013, i passaggi di deputati e senatori da un movimento a un altro hanno segnato un record: più di duecento solo nei primi due anni. In questa epoca dei partiti personali non restano che due atteggiamenti possibili: acclamare il leader o ribellarsi. Ma la "ribellione" può avere tante motivazioni, può nascere da un sincero disaccordo politico o può costituire un utile mezzo per ottenere visibilità e importanza. Può essere, nel peggiore dei casi, un vendersi al migliore offerente. Chi sono i dissidenti? Perché lo fanno? Come parlano? Che cosa vogliono? Sono difensori della democrazia o sono il sintomo del suo deterioramento in una egocrazia? Per rispondere a queste domande, l'autore ha parlato con i "ribelli" stessi, con sociologi, psichiatri, linguisti, con esponenti della Prima Repubblica e con il presidente emerito della Corte costituzionale Antonio Baldassarre. Ne emerge il quadro di una politica e una società che cambiano a ritmo di social, ma si rivelano ogni giorno sempre più individual.
EAN
9788868303228
Data pubblicazione
2015 10 01
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
130
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
178
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Che fai... li cacci? I dissidenti e la fine della democrazia—