Il filo di mezzogiorno è il primo romanzo pubblicato in Italia che spiega il rapporto che si costruisce tra medico e paziente. Un'esperienza psicanalitica che la grande scrittrice affronta dopo un episodio di depressione che la porta a un tentativo di suicidio. Attraverso il racconto della paziente al suo medico si ricostruisce cronologicamente un'esistenza: la partenza dalla Sicilia, la sistemazione a Roma in pensioni di terza categoria, i corsi d'arte drammatica, la persecuzione fascista, la "follia" della madre, la difficoltà nei rapporti con l'altro sesso, l'amore per Citto ("Non facemmo la sciocchezza di sposarci ma il giuramento di restare insieme fino a quando l'amore ci avrebbe tenuti uniti"). Le pagine più toccanti evocano le amiche d'infanzia, figure mitologiche, esemplari. Scrittrice politica, militante, femminista, rifiutando la femminilità convenzionale dell'inizio del secolo, la madre evitò alla figlia numerose trappole, ma la mise in una condizione d'inferiorità di fronte a se stessa, cosa che si risolse soltanto col tempo. Credendosi brutta, poco piacevole, Goliarda Sapienza riconosce di avere avuto il gusto del sacrificio, paura della pazzia, paura dell'amore (non riuscendo mai nemmeno a pronunciare la frase "ti amo"), paura della vita.
EAN
9788868524371
Data pubblicazione
2015 07 08
Lingua
ita
Pagine
186
Tipologia
Libro in brossura
Tascabile
Tascabile
Altezza (mm)
124
Larghezza (mm)
194
Spessore (mm)
17
Peso (gr)
173
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