Tre cubetti di ghiaccio, schiacciata dalla sofferenza e dalla malattia mentre i pensieri cedono il passo al delirio e la vita perde qualsiasi connotato umano. Francesca, la protagonista di questa storia drammatica, si è concessa per tanto tempo, come unico pasto durante la sua giornata di lavoro e privazioni scandita dagli automatismi della malattia, appena tre cubetti di ghiaccio: tanto bastava a tenerla in vita, almeno, lei, così voleva credere. Questo è l'elemento che più impressiona nel racconto di una vicenda che di drammi ne contiene tanti: due violenze sessuali subite, molti e continui ricoveri in ospedali e strutture di ogni genere pur avendo una figlia piccola e persino l'elettroshock; l'impatto con un mondo medico spesso disattento, ottuso, quando non addirittura disumano in certe logiche automatiche e inconsapevoli di approccio ai pazienti. Madre, moglie, malata di anoressia: quella di Francesca è una storia vera di decenni di malattia e dolore. Una storia vera che lei stessa ha voluto raccontare con tanto coraggio e profonda sincerità. Non a caso siamo qui ad accogliere con gratitudine e partecipazione la sua testimonianza vera e forte, proprio noi che, essendo medici, di umanità ne vediamo e soccorriamo tanta e non ci arrendiamo alla sconfitta, né vogliamo mai abituarci alla neutralità emotiva, solo perché forti dell'esperienza clinica accumulata. Ringraziamo Francesca perché con la sua voce vera e sincera ci permette di accostarci con rinnovata sensibilità e attenzione alla malattia, oltre le fredde catalogazioni cliniche e i protocolli che creano distanze invece di creare l'empatia che può fare la differenza nella cura. Soprattutto prendiamo atto che la forza e l'accoglienza di certe strutture che abbinano alla professionalità degli operatori l'umanità dell'intervento, permettono di far tornare "a vivere" chi, come Francesca, a 52 anni, dopo una estenuante vita da malata, troppo brutalmente era stata "condannata" da certe cartelle cliniche al terribile destino di "caso inguaribile" e destinata a un drammatico e ineluttabile "exitus". Per volontà di professionisti capaci, invece, il caso inguaribile, da quando la paziente è arrivata alla Comunità "Prima Meta ", di Presicce (Lecce), diretta da Antonio Palese, ha subito una vera e propria "rivoluzione". Francesca è ritornata alla vita; una seconda vita autentica, nuova e consapevole, dove ogni momento conquistato con la guarigione psicofisica rinnova e fa crescere la nostra professionalità medica, il nostro impegno e ci restituisce il "senso" del nostro lavoro così spesso quasi impossibile, molte volte frustrante, sempre e comunque indispensabile.
EAN
9788868538033
Data pubblicazione
2025 11 15
Lingua
ita
Pagine
146
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
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