Una storia da seguire con facilità
Si pone immediatamente come una silloge generazionale quella presentata da Giorgio Damato, uno spaccato che racconta di giornate vissute con il desiderio di consumarle in pieno, con la paura di lasciarle essiccare, con la certezza del non ritorno. Vi è consapevolezza in queste pagine, quella consapevolezza che permea chi sa che la propria identità, e quella dell'intera generazione cui si sente parte e che rappresenta, giace in un terreno di crepuscolo, nelle intersezioni, né carne né pesce si sarebbe detto. Ecco perché le sue sono Forsepoesie, perché il loro essere altro le fa sfuggire dalle definizioni e dalle strutture preconcette.
Si pone immediatamente come una silloge generazionale quella presentata da Giorgio Damato, uno spaccato che racconta di giornate vissute con il desiderio di consumarle in pieno, con la paura di lasciarle essiccare, con la certezza del non ritorno. Vi è consapevolezza in queste pagine, quella consapevolezza che permea chi sa che la propria identità, e quella dell'intera generazione cui si sente parte e che rappresenta, giace in un terreno di crepuscolo, nelle intersezioni, né carne né pesce si sarebbe detto. Ecco perché le sue sono Forsepoesie, perché il loro essere altro le fa sfuggire dalle definizioni e dalle strutture preconcette.
, con un tono rapido.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.