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Angelini sapeva ammonirci spesso con il richiamo al motto del Borromeo: «humilitas alta petit et gloriam praecedit humilitas» e parlando del cardinale Federigo, uno dei primi alunni del collegio («entrato nel collegio, fondato da Carlo in Pavia e che porta ancora il nome del loro casato», come si leggeva nella pagina del romanzo manzoniano, sempre aperta nella prima stanza del rettorato), ci ricordava che era passato alla storia, Federigo, come flos alumnorum. E Angelini aggiungeva che tutti gli alunni potevano essere come fiori, ma poi dovevano sapere diventare frutti. Giuseppe Frigo
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