In un mondo che celebra i vincitori e relega all’angolo i perdenti, l’autore si chiede che valore possa avere la sconfitta. Eddy Merckx al Tour de France del ‘75 gareggia per superare la cinquina di Jacques Anquetil. Partenza da Charleroi con prologo a cronometro. A rovinargli la festa è un giovane Francesco Moser. Un duello che va avanti per tutta la prima settimana. Merckx riconquista la maglia gialla. Sul Puy deDome, Bernard Thevenetlo attacca, lui risponde ma a 200 metri dalla vetta un pazzo lo colpisce con un pugno al fegato.Eddy soffre, ma resiste e limita il passivo. Pensa di risolvere la questione sulle Alpi: sebbene imbottito di antidolorifici, scatta sulla penultima salita e si fionda in discesa dalCol d’Allos.Ha le mani sul sesto Tour. C’è un’ultima belva da ammansire, l’ascesa che porta all’arrivo di Pra Loup. È proprio su quelle rampe che il cannibale diventa agnello sacrificale. Sente l’odore della sconfitta, sino a quel giorno sconosciuta. Thevenet gli sfila quella maglia gialla per tanti giorni sua. Tra i francesi che celebrano la Presa della Bastiglia e la fine della tirannide, il Tour di Eddy Merckx si trasforma in un incubo.
EAN
9788868581732
Data pubblicazione
2019 07 25
Lingua
ita
Pagine
200
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
206
Larghezza (mm)
133
Spessore (mm)
21
Peso (gr)
325
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La presa della Bastiglia. Tour de France 1975: la fine dell'era Merckx. La sconfitta più dura diventa un'impresa da raccontare—