L'occasione poetica sgorga dall'entusiasmo d'una nuova amicizia. La dedicataria di "Vivi e lascia morire" è penna che non stenterà a emergere e scalare ogni vetta, nonché una preziosa consolatrice e consigliera eclettica. Il miracolo avviene attraverso il filtro d'un telefono che, da strumento di tortura, si fa tramite indispensabile a colmare la distanza. Si susseguono dieci frenetici giorni primaverili in cui Luca Perrone si scortica le mani in una solitaria standing ovation a Dioniso e al Caos. Le uniche pause, gli unici intervalli che si concede, le sobrie apollinee apparizioni, che getta su carta, sono le disciplinatissime ore dedicate alla stesura di trenta dei trentatré componimenti della silloge. Solo tre poesie hanno infranto una regola personale: sono state scritte in stato d'ebbrezza e appartengono alla sezione "Vivi e lascia morire. Sbronzo". Non si tratta di poesia intima e impellente, di sfogo personale, di ritagliare uno spazio d'espressione lirica in una vita altrimenti comoda e inalterabile: "Vivi e lascia morire" è il messaggio nella bottiglia; il poeta si è dedicato ai versi col bisturi e la mano ferma, il cervello acceso e vorticosamente in cerca di lemmi da sventagliare con un mitra cordiale ma letale. Prefazione di Francesco Improta. Postfazione di Gianluca Paciucci.
EAN
9788868613495
Data pubblicazione
2019 05 16
Lingua
ita
Pagine
67
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
121
Larghezza (mm)
193
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
120
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