Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
La storia di questo romanzo ci insegna a non vedere, non sentire, non parlare come Aki, affetto dalla sindrome di Charge fin dalla nascita. Ci insegna, con le parole giuste (quelle non pronunciate da un bambino), che la vita non è un’immagine immediata che ci arriva agli occhi, non è una parola diretta, un rumore appena prodotto, è piuttosto sentire nel cuore ogni cosa che arriva da fuori per esprimere tutto quello che siamo dentro.
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