La cura e la pubblicazione dell'epistolario di Fausto Gullo (1887-1974) riportano all'attenzione del pubblico italiano la figura di un dirigente politico e di uno statista del cui rigore si son perse le tracce e, forse, persino il seme del ceto politico italiano. Animato da una visione profondamente egualitaria dei rapporti umani e fedele fino alla morte agli ideali rivoluzionari della gioventù, Fausto Gullo ha difeso con coerenza e senza compromessi l'idea della necessità di un radicale rovesciamento delle istituzioni economiche, sociali e politiche del Paese per il riscatto degli strati più disagiati della società, in primo luogo dalle masse rurali e bracciantili del Meridione. Dotato di un'autonomia di giudizio e di uno spirito critico che pochi nel Partito comunista potevano permettersi, non ha esitato a contrastare la linea del partito su temi scottanti quali il meridionalismo e la politica agraria, la netta chiusura, ispirata da Amendola, nei confronti del movimento studentesco degli anni '60 e, soprattutto, la deriva verso un cauto riformismo che, nell'auspicio di un dialogo con i cattolici, spingeva inesorabilmente i comunisti verso il compromesso con la Democrazia cristiana.
EAN
9788868660826
Data pubblicazione
2014 01 01
Lingua
ita
Pagine
420
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
224
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
25
Peso (gr)
580
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