Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Massimo Fontana è nato a Vicenza nella seconda metà dei Sessanta. In Zumpday discorre di un allunaggio, di un terremoto, della misura del tempo, di alcuni musicisti rock, di un sogno, di un ideogramma polverizzato. Undici brani. Secondo l’autore Zumpday può considerarsi un prequel asincronico dei Nova sui prati notturni o un tornare su alcuni fatti vissuti, alla ricerca di un ritmo. “Non lo sentite? Che strano ticchettio”.
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