Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Rovigo, 1950. Visto dall'alto, il manicomio di Granzette sembra una conchiglia. La giovane Vittoria accudisce malati mentali, pellagrosi, omosessuali, consapevole di come la sofferenza sia ovunque, non solo nella casa della sua infanzia. Vorrebbe sposarsi col suo fidanzato ma riceve una lettera, spedita quattro anni prima dal campo di prigionia di Rheinberg. È firmata da Dieter Hoffmann: un soldato tedesco, il nemico che ha amato di nascosto. Forse è ancora vivo. È una suggestione, un dubbio: ma è quanto basta per spezzare i vincoli di un ruolo imposto e intraprendere un viaggio, tra paure e speranze, che la condurrà in Germania.
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