Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Un vescovo italiano, protagonista indiscusso del Concilio Vaticano II, si interroga sul problema del male, pietra di inciampo per gli uomini di ogni tempo e cultura. Luigi Bettazzi impasta questo interrogativo davvero “cruciale” – lo scandalo di Gesù Cristo morto in croce, vero uomo nel tempo e vero Dio nell’eternità – con osservazioni sulla sua vita personale. In un percorso ricco di stimoli e di provocazioni fra il filosofico e l’autobiografico, il libro si conclude non a caso con l’Amen, cioè con l’atteggiamento fondamentale della gratitudine, esattamente come la preghiera insegnataci del Maestro.
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