Calanchi

«Passeggiando per le creste dei calanchi e volgendo lo sguardo a nord, verso la destra si scorge l'asse della via Emilia; la linea stradale strategica realizzata dai Romani, lungo la quale, per due millenni, si è sviluppata la genialità, la cultura e la laboriosità di quegli uomini che abitavano questi luoghi e che nei secoli hanno fondato lo sviluppo industriale tra i più importanti d'Italia, disegnando quella che oggi chiamiamo "la terra dei motori" e assemblando le più importanti automobili e motociclette al mondo. Ma non solo: è la terra della grande cultura culinaria, quella che genera oggi i prodotti alimentari tra i più apprezzati, come ad esempio il re dei formaggi: il Parmigiano. In questa trama di creatività, si distende la Silicon Valley bolognese delle macchine per il confezionamento del packaging e dove il talento inventivo e tecnologico ha dato il meglio di sé, come pure la terra della ceramica, generatrice di un grande sviluppo artistico, reso possibile – quest'ultimo – dalla "materia prima" estratta dalle Terre Azzurre e plasmata come espressione artistica di tanti ceramisti, in particolar modo a Faenza e a Imola. "Uomo calanco" (la creatura che impersona la capacità di resistere e che diventa custode dell'arte di arrangiarsi, tra estro e operosità) e "Uomo pianura" rappresentano una forma di antitesi, ma al tempo stesso un incontro di acume e d'ingegno, cristallizzato lungo quella antica via romana, linea cruciale e nevralgica di sviluppo e di ricchezza di una terra dolce e riarsa, in cui l'uomo resta guardiano ed erede della genialità degli avi. La via Emilia, il lungo confine tra la pianura Padana e la montagna appenninica che custodisce i magnifici calanchi – chiamati anche Terre azzurre o Terra di mezzo – è stata ed è tuttora la linea del mio peregrinare, generatrice di quelle miriadi di sensazioni che la mia fedele compagna di viaggio ha trasformato in oggetti d'arte: la macchina fotografica, sempre al servizio delle mie emozioni pensose, suscitate dalla tenace ricerca di quella bellezza che affiora dalla materia e dalla forma di quei luoghi brulli. Aperto alla contaminazione del vocabolario pittorico – composizione, luce, geometria – ho potuto scattare tante fotografie dei calanchi, attento a come l'uomo ha trasformato questo paesaggio, in parte coltivandolo e combattendo con gli elementi della natura». (Claudio Betti)

EAN

9788869421877

Data pubblicazione

2024 06 20

Lingua

ita

Pagine

88

Tipologia

Libro

Altezza (mm)

300

Larghezza (mm)

300

Spessore (mm)

100

Peso (gr)

600

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