Nel marasma succeduto alla caduta di Mussolini il 25 luglio 1943, nelle ambasciate d'Italia all'estero pochi furono i diplomatici che tennero fede al giuramento prestato al Re. Molti preferirono defilarsi, altri confermarono la loro adesione al fascismo repubblichino, altri ancora, temendo per la vita propria e dei loro cari, si sottomisero alla prepotenza dei capi. Nella Legazione di Budapest, in un'Ungheria stretta tra il desiderio di uscire dall'alleanza con la Germania e timorosa delle reazioni dei nazifascisti, solo un manipolo di coraggiosi decise, a rischio della vita, di opporsi al regime neofascista. A capo di questi, Carlo De Ferrariis, giovane vicecapo della Regia Legazione italiana, scelse la strada dell'onore e del dovere. Catturato dai tedeschi, chiuso in carcere e in campi di concentramento nazisti, lasciate al loro ignoto destino la moglie e le figlie piccole, riuscì con infinite peripezie a riacquistare la libertà e, con un gruppo di compagni, affrontò in pieno inverno la traversata delle linee nemiche sulle impervie giogaie dell'Appennino settentrionale. Il testo è stato proposto e curato dalla figlia Fabrizia.
EAN
9788869447723
Data pubblicazione
2017 06 01
Lingua
ita
Pagine
184
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
235
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Storia di una missione straordinaria. Dall'ambasciata allo Stalag XVII—