Questo libro pone la pedagogia e le scienze dell'educazione a confronto con il tema del suicidio, seguendo la tesi secondo cui chi si suicida giunge alla sua scelta al termine di un processo formativo, e autoformativo, di una pedagogia latente e invisibile che è importante indagare. Suicidi non si nasce, ma si diventa costruendo e lasciando costruire la propria identità in un labirinto senza fine e senza vie d'uscita. Le forme attraverso cui si perviene alla scelta vengono analizzate sempre con l'attenzione rivolta ai processi pedagogici che hanno agito nei differenti casi, con una particolare attenzione ai legami relazionali (amici, figli, amanti) e al loro ruolo prima e soprattutto dopo il gesto (che assume in questo senso esso stesso una dimensione pedagogica). Nell'ultima parte del testo si propongono piste di riflessione pedagogica che possano portare a una nuova concezione e consapevolezza della vita e della morte, ed essere messe in campo per percorsi educativi che aiutino a evitare di creare soggetti pronti a "levar la mano su di sé".
EAN
9788869449833
Data pubblicazione
2017 06 29
Lingua
ita
Pagine
63
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
212
Larghezza (mm)
154
Spessore (mm)
6
Peso (gr)
51
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Finire un po' prima. Riflessioni pedagogiche sul suicidio—