Poeta, traduttore, diarista, autore teatrale e televisivo, critico radicale del capitale, tra l’esordio poetico con “L’erba bianca” (1959) e l’anno del suicidio (1975) la rapinosa esistenza di Giorgio Cesarano attraversa il novecento nella bruciante persuasione di una verità filosofica: «L’uomo non è mai stato ancora». Critico del moderno, contro una tradita idea di comunità umana Cesarano ha disperatamente edificato una filosofia della salvazione da opporre alla mortifera globalità capitalista. A opere memorabili – da “Critica dell’utopia capitale” a “Manuale di sopravvivenza” – ha affidato una vertigine di pensiero: sognare la fine della preistoria come presente, accendere la luminaria della rivoluzione biologica, varare le ontologie del desiderio e della passione per annientare il senso morto dell’esistenza. Nella tensione visionaria del pensatore, questa grandiosa intuizione ha balenato in un orizzonte aurorale: la gioia e l’estasi per catturare il senso vivo di esistere. E al di là di ogni biopatia, erotizzare la totalità per guarire, per andare verso la vera vita, verso un altro vivere umano.
EAN
9788869449925
Data pubblicazione
2017 08 03
Lingua
ita
Pagine
192
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
208
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
18
Peso (gr)
229
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