Una storia da seguire con facilità
Il racconto romantico di Margaret Tulloh, una “Madame Bovary” che a metà Ottocento si invaghì della leggenda napoletana del Cavallo di bronzo, e lavorando molto di fantasia ne riscrisse la più infedele quanto suggestiva storia. Ma il racconto non sarebbe completo senza un agile excursus – con citazioni storiche e letterarie dei più grandi scrittori – su come si è venuta formando, nel corso dei secoli, la leggenda della monumentale testa di cavallo che un tempo adornava il cortile di Palazzo Carafa, divenuta poi uno dei simboli del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
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