(...) Salvatore Spadaro ha scritto per parlare di sé senza infingimenti, ed in alcuni versi, specie quelli in cui più si avvita il rovello del dubbio, in mancanza di una risposta al quesito se sia più tumultuoso il mondo o l'animo di chi ci vive, e quando ogni speranza sembra sfumare nelle nebbie del nulla, ecco far capolino l'anelito, che si tramuta subito in volontà di raggiungere un orizzonte concreto, non un'utopia, di appagamento morale e di serenità. Io ho letto, come si legge il racconto di un viaggio, ma suo è il viaggio, e suo resta, perché egli ha volto il timone alla scoperta ed alla messa in luce del suo mondo interiore, e nessuna intromissione è lecita per saggiarne la natura e la caratura. Ma una valutazione sia consentita, per l'intento di scoprire se c'è poesia dentro queste poesie: un modesto parere, allora, che si rifà al detto popolare bello è ciò che piace": ebbene per me c'è. E quelle parolacce? Oh che orrore!! Manco per sogno: sono ormai adottate ad ogni livello sociale e letterario e, nel nostro caso, sono espressione di arguzia e di malizia, certo, ma, soprattutto, della semplice e genuina spontaneità del parlar quotidiano. Buon viaggio, Salvatore, non perdere di vista quell'orizzonte!" (Alberto Frasca)
EAN
9788869542589
Data pubblicazione
2019 12 16
Lingua
ita
Pagine
90
Tipologia
Libro in brossura
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