Come puntualizza Michel Onfray, sono davvero pochi i viaggiatori che 'distillano i propri spostamenti in una raccolta di versi'. E credo ci sia una ragione per questo. In fondo non è poi così difficile raccontare la sensazione che si prova a mescolarsi alla folla della metropolitana di Tokyo. E non lo è nemmeno raccontare il sapore di una scodella di ramen a cui ci si avvicina nel cuore della notte o il senso di spaesamento che si prova di fronte a una tenda che reca solo un aggraziato, e del tutto incomprensibile, ideogramma. Ma la prosa è inadatta a raccontare, senza rischiare il ridicolo, alcuni momenti, alcune immagini, specialmente in un Paese così complesso e lontano come il Giappone. Per esempio le rivelazioni sfuggenti, indecifrabili, che si manifestano di fronte a un giardino di pietra o le sensazioni contrastanti che prova un viaggiatore solitario nel momento in cui si interrompe il flusso dei pensieri eccitati dalla novità, dall'ebbrezza del sentirsi, semplicemente, lontani... I versi di Buonaguidi svelano che il segreto, in questi casi, è togliere, ridurre all'essenziale, che solo la poesia può raccontare certi frammenti di esperienza. L'invisibile. (dalla postfazione di Patrick Colgan)
EAN
9788869741630
Data pubblicazione
2019 01 07
Lingua
ita
Pagine
62
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
170
Larghezza (mm)
119
Spessore (mm)
8
Peso (gr)
60
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