Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Sarebbe poco corretto definire Reynaldo Hahn (1874-1947) un “semplice” musicista. Artista poliedrico e dai mille interessi, ci ha lasciato un’enorme quantità di musica. Brani per pianoforte solo, a 4 mani, a due pianoforti, musica da camera per organici di vario tipo, musiche per film, di scena, opere, operette, balletti. Ma sono probabilmente le sue mélodies per voce e pianoforte ad averlo reso immortale. Hahn è stato un vero “cantore dei poeti”! Il suo trattato sull’arte del canto, Du Chant, che raccoglie una serie di nove lezioni da lui tenute nel 1913 presso l’ ”Université des Annales” , è tutt’oggi attuale.
Sarebbe poco corretto definire Reynaldo Hahn (1874-1947) un “semplice” musicista. Artista poliedrico e dai mille interessi, ci ha lasciato un’enorme quantità di musica. Brani per pianoforte solo, a 4 mani, a due pianoforti, musica da camera per organici di vario tipo, musiche per film, di scena, opere, operette, balletti. Ma sono probabilmente le sue mélodies per voce e pianoforte ad averlo reso immortale. Hahn è stato un vero “cantore dei poeti”! Il suo trattato sull’arte del canto, Du Chant, che raccoglie una serie di nove lezioni da lui tenute nel 1913 presso l’ ”Université des Annales” , è tutt’oggi attuale.
, con un tono facile e tecnico e un approccio facile.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.