Ritmografie. Derrida, la letteratura, la cenere

Autore/i: Silvano Facioni

Editore: Il Nuovo Melangolo

Collana: Opuscula (253)

«Ritmo che si dà il suo ordine senza lasciarsi imprigionare da questo. La letteratura non conosce prigionia, fosse pure quella del senso di cui pure non può fare a meno: la letteratura, che nel corso della sua storia ha - più o meno consapevolmente - parassitato categorie e orizzonti della tradizione filosofica, mostra al contempo la chance di una possibile liberazione da tali orizzonti, il che equivale a dire che la letteratura mantiene intatta la possibilità di liberarsi di sé». Jacques Derrida ha instancabilmente attraversato la letteratura senza permettere che paratoie disciplinari o astratte questioni di metodo ostacolassero letture e percorsi, incontri e innesti. Che si tratti di Agostino o di Jean Genet, di Hélène Cixous o di William Shakespeare, la scrittura del filosofo algerino si è sempre mossa alla ricerca di un "ritmo" capace di inaugurare prospettive inedite sia per la letteratura, sia per la filosofia. È dunque dal "ritmo" che occorre forse ripartire...

EAN

9788869832383

Data pubblicazione

2020 02 06

Lingua

ita

Pagine

160

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

195

Larghezza (mm)

115

Spessore (mm)

14

Peso (gr)

156

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