La malattia, ritiene Virginia Woolf, è un tema marginale in letteratura perché richiede un linguaggio specifico, «più primitivo, più sensuale, più osceno». I malati sono i disertori dell’armata dei lavoratori, e i soli ad avere il tempo di osservare la natura e coglierne l’indifferenza. In questo saggio scritto dal letto della convalescenza, Woolf esplora molti temi: la solitudine e i lettori cinesi di Shakespeare, la letteratura e i dentisti, il suicidio e l’elettricità, e lo fa con lo stile della divagazione in cui risuonano i romantici de Quincey e Coleridge, ma anche Milton e Rimbaud. Scritto in un periodo intenso del suo rapporto con Vita Sackville-West, questo saggio esplora le terre ignote della malattia fisica e mentale e le trasforma in materia letteraria. E a questo testo si affianca "Appunti dall’infermeria" di Julia Stephen, sua madre, infermiera per vocazione, che ha dato vita a un prontuario sulla cura del malato, documento in cui si scorgono un’ironia e delle doti artistiche che permettono di illuminare le radici di una delle massime scrittrici del Novecento.
EAN
9788869939259
Data pubblicazione
2020 01 27
Lingua
ita
Pagine
92
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
203
Larghezza (mm)
136
Spessore (mm)
8
Peso (gr)
105
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