«Quando fin dal tardo Medioevo e nel primo Rinascimento le Contrade si dettero un nome ed un’insegna zoomorfa, gli animali non furono scelti a caso, bensì perché al popolo significavano qualcosa. Anche la maggioranza delle cosiddette 6 Contrade “morte” – quelle estintesi già nel XVI secolo – aveva nomi ed emblemi di animali: Gallo, Leone, Orso, Vipera. Le altre due, Quercia e Spadaforte, non furono mai vere Contrade. Come mai le Contrade predilessero animali per denominarsi e distinguersi? I veri motivi delle scelte rimangono ancor oggi in gran parte un mistero e in assenza di documentazione coeva si possono soltanto avanzare ipotesi. L’adozione di un animale per nome e per simbolo, ben diversi entrambi da quelli delle Compagnie Militari dal cui seno le Contrade si erano originate, forse avvenne come segno di distinzione dalle aggregazioni di tipo militare del rione, che avevano nomi desunti da chiese, porte, famiglie, ecc.; oppure per una ragione di visibilità in giuochi dove gli animali erano protagonisti, come nelle Cacce dei Tori, giuochi nati nella seconda metà del ’400 che cessarono verso la fine del ’500...»
EAN
9788869953392
Data pubblicazione
2018 01 11
Lingua
ita
Pagine
484
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
243
Larghezza (mm)
172
Spessore (mm)
40
Peso (gr)
1590
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