La lingua, il giudice, la costituzione. Una vertenza tutta italiana, e un confronto internazionale

La lingua italiana non è un malfattore, eppure sempre più spesso viene citata in tribunale, dove deve difendersi come un imputato, deve giustificare la propria posizione, che la Corte costituzionale ha definito con una parola elevata: "primazia". A molti, purtroppo, questa "primazia" sembra dar fastidio. Anche i padri costituenti non accordarono all'italiano una posizione di particolare privilegio, visto che si occuparono piuttosto di stabilire i diritti delle lingue di minoranza. Tuttavia ci sono buone ragioni morali, giuridiche e civili per accordare alla nostra lingua una posizione che ne assicuri il rispetto. Questo libro affronta il tema dei diritti della lingua italiana in Italia, e confronta le norme del nostro paese con quelle delle costituzioni di altri stati: è un paragone istruttivo, che dovrebbe farci riflettere.

EAN

9788869955136

Data pubblicazione

2019 01 14

Lingua

ita

Pagine

40

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

194

Larghezza (mm)

117

Spessore (mm)

5

Peso (gr)

52

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