La teoria generale del diritto si presenta come una disciplina con un suo statuto ben consolidato. Essa si propone d'intraprendere lo studio astratto dei concetti strutturali che caratterizzano ogni diritto. Pensiamo per esempio ai concetti di "norma", di "fonte", di "gerarchia" e di "ordinamento". Resterebbero invece fuori dal suo campo d'indagine gli specifici contenuti dei sistemi giuridici particolari. In questo volume si compie un esperimento mentale. Ci si è chiesti se, e, se sì, a quali condizioni, le pretese di neutralità e di generalità della teoria possano esser realizzate. Insomma, se c'è una linguistica strutturale, perché non potrebbe esservi un'autentica teoria del diritto, che non si risolva in un coacervo di dottrine? La risposta a tali questioni è stata affermativa: si può individuare una grammatica profonda dei discorsi giuridici a patto che ci si distacchi dall'alta dogmatica, ricorrendo a concetti di grana più fine. La teoria così intesa non si risolverebbe in una descrizione dei diritti esistenti, bensì in un'indagine delle scelte argomentative logicamente possibili che si aprono al giurista.
EAN
9788870007657
Data pubblicazione
2017 12 01
Lingua
ita
Pagine
80
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
120
Peso (gr)
200
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