Questo libro propone una riflessione sul rapporto tra retorica e pittura nell'antichità classica, traendo spunto dal celebre aneddoto che racconta come il pittore Timante (v/iv sec. a. C.), impegnato a riprodurre il sacrificio di Ifigenia, velasse il volto di Agamennone nell'impossibilità di restituirne l'estrema sofferenza. Ammirato dagli antichi e variamente commentato dai moderni, l'espediente pittorico dell'enkálypsis (ovvero della velatio capitis) anticipa problemi di grande attualità teorica: i limiti della rappresentazione artistica, la dipintura delle emozioni, il coinvolgimento empatico dell'osservatore. Tutti questi aspetti vengono qui riconsiderati alla luce di un'analogia fra le tecniche artistiche dell'inespresso e le tecniche retoriche della reticenza, cosí da mettere a confronto i meccanismi e gli effetti della «figura inevidente» di un dipinto (in questo caso il volto velato) con i meccanismi e con gli effetti della «figura inevidente» di un discorso e cioè con quelle tecniche della dissimulatio artis che, nascondendo gli artificî stilistici, suscitano un'impressione di immediata naturalezza.
EAN
9788870008982
Data pubblicazione
2021 11 17
Lingua
ita
Pagine
221
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Peso (gr)
350
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La figura inevidente. Retorica e pittura dell'ἐγκάλυψις—