Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Alessandro Di Stefano, che ama scrivere in minuscolo, forse perché in poesia la parola dev'essere nuda, non esaltata graficamente, si manifesta con una sorta di koinè ermetica, capace di filtrare un suo mitologismo per le cose e i momenti buoni della vita, ma sempre muovendo dalla consapevolezza filosofica dell'inoppugnabile realtà: non per nulla l'autore si dichiara figlio, per parte di mamma, di Salvatore Quasimodo e di Giacomo Leopardi. (Vedi postfazione)
Alessandro Di Stefano, che ama scrivere in minuscolo, forse perché in poesia la parola dev'essere nuda, non esaltata graficamente, si manifesta con una sorta di koinè ermetica, capace di filtrare un suo mitologismo per le cose e i momenti buoni della vita, ma sempre muovendo dalla consapevolezza filosofica dell'inoppugnabile realtà: non per nulla l'autore si dichiara figlio, per parte di mamma, di Salvatore Quasimodo e di Giacomo Leopardi. (Vedi postfazione)
, con un tono facile e un approccio facile.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.