Una lettura da vivere pagina dopo pagina
È una Spagna diversa, quella di Mario Praz: proprio negli anni (1926-28) in cui tutta l'Europa guardava alla "penisola pentagonale" come ad una terra genuina, profonda, romantica e pittoresca, egli scatenava una delle sue memorabili dissacrazioni. Tutte le idee convenzionali sono qui demolite: corride, processioni, profumo degli aranci in fiore, chitarre e nacchere, asini e contadini. Prende il loro posto un'immagine estremamente moderna della Spagna, osservata con occhi disincantati e, forse, un po' crudeli. Un libro irruente, un'ilare e smagliante "contro guida".
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