Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Quando il 27 agosto 1954, a Vieste, concludeva santamente nella pace del suo Signore la propria giornata terrena, don Antonio Spalatro aveva appena 28 anni, eppure, malgrado la sua giovane età, il sacerdote don Antonio lasciava nella sua terra un segno inestinguibile perché era stato un uomo di Dio, un cristiano modello e un sacerdote esemplare "dal cuore immenso, sfondato, dalla carità che supera ogni piccolezza umana, ogni umano risentimento, ogni grettezza".
Quando il 27 agosto 1954, a Vieste, concludeva santamente nella pace del suo Signore la propria giornata terrena, don Antonio Spalatro aveva appena 28 anni, eppure, malgrado la sua giovane età, il sacerdote don Antonio lasciava nella sua terra un segno inestinguibile perché era stato un uomo di Dio, un cristiano modello e un sacerdote esemplare "dal cuore immenso, sfondato, dalla carità che supera ogni piccolezza umana, ogni umano risentimento, ogni grettezza".
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
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