Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Con tre quartine di stridente energia linguistica ha inizio questo asciutto, aspro libro d'esordio di Alfredo Panetta, un libro che certo non sarebbe dispiaciuto a Cesare Pavese. Sullo scenario di un mondo selvatico, crudo, animalesco, affondato in una dimensione arcaica e mitica, emergono figure plasmate in una materia scura. Inchiodato ai suoi inamovibili cippi, alle "pietre di confine" della memoria, questo mondo è ritrovato nel verso, ma di un verso che sembra fatto anch'esso di calcinacci, di terra, di grumi, di grondanti umori.
Con tre quartine di stridente energia linguistica ha inizio questo asciutto, aspro libro d'esordio di Alfredo Panetta, un libro che certo non sarebbe dispiaciuto a Cesare Pavese. Sullo scenario di un mondo selvatico, crudo, animalesco, affondato in una dimensione arcaica e mitica, emergono figure plasmate in una materia scura. Inchiodato ai suoi inamovibili cippi, alle "pietre di confine" della memoria, questo mondo è ritrovato nel verso, ma di un verso che sembra fatto anch'esso di calcinacci, di terra, di grumi, di grondanti umori.
, con un tono illustrato.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.