L'immenso fenomeno mitologico presenta le proliferazioni, gli intrecci, i rampicamenti di una pianta; su questa pianta, per metà naturale e per metà artificiosa, fruttificano quelle supreme illusioni di forma che vengono chiamate dèi. Questo testo raffigura una serie di divinità, ognuna delle quali ci introduce in un peculiare mondo di favole e inganni. Così il grande demone Eros disegna con inesausta mania i circoli che congiungono la terra al ciclo, tendendo platonicamente all'Idea e identificandosi col moto stesso della filosofia; ma colui che gli sta di fronte, Anteros, spezza il suo arco, mostrando quanto sia pericoloso un amore in assenza d'oggetto, fatto di perenne ricerca. Poco ci manca che quest'amore si trasformi in quel "circolus vitiosus" cui il mito e il dio spesso conducono, come avviene ad esempio quando si è colpiti dall'effetto distruttivo d'Afrodite: allora il mito si fa potenza micidiale e irreparabile, di cui niente vince l'orrore. E anche se è all'arbitrio di Fortuna che sembrano votati i destini di ogni umano accidente, dalla durezza dell'immutabile può comunque salvarci la grande mediazione ermetica: Hermes, pietra d'incrocio, cardine, punto critico e d'unione tra vita e morte, è il dio di una possibile, ma difficile, felicità. Felicità data innanzitutto tramite le illusioni, crudeli inganni del sogno e dell'apparenza, cui da sempre si lega Apollo l'obliquo, figura cara ai mostruosi sapienti e divinatori della Sfinge.
EAN
9788871863863
Data pubblicazione
2007 11 01
Lingua
ita
Pagine
143
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
143
Larghezza (mm)
205
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
225
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