Tra le opere memorabili del primissimo Novecento, il romanzo breve di Wilhelm Jensen "Gradiva" occupa un luogo del tutto a sé. Universalmente noto per il saggio che gli ha dedicato Freud interpretandolo come un "delirio" onirico, ma forse, a tutt'oggi, non molto letto, è un testo misterioso e seducente, palpitante di sensi e di simboli. Storia di uno studioso d'arte classica (Norbert Hanold) che, soffrendo un'acuta angoscia senza capirne il perché e perdendosi a lungo in un labirinto di fantasie simili a sogni, ritrova pian piano il bandolo della propria vita liberandosi dalla morsa che lo aveva condannato a "rimuovere" la forza di Eros, "Gradiva" è allo stesso tempo una grande parabola esistenziale e ideologica, un mito moderno che ci mostra da una parte i rischi di irrigidimento del pensiero astratto, teorico, votato solo alla purezza delle idee o delle forme, e dall'altra l'insopprimibile, suadente, melodioso richiamo di quella grazia erotica che è (come ben intese Bergson) forma in movimento, esistenza fluida e sfumata, spirito della metamorfosi, invitation au voyage. Sedotto da questo mito come possono esserlo gli gli innamorati, ma insieme capace di rivisitarlo con sguardo lucido e icastico, Luigi Fontanella ha composto un poemetto che sa evocarne le immagini e i punti salienti, lasciandoli fluttuare nell'onda aperta, "remota" e numinosa di una personalissima rêverie. Prefazione di Giancarlo Pontiggia. Postfazione di Carla Stroppa.
EAN
9788871865102
Data pubblicazione
2012 01 19
Lingua
ita
Pagine
89
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
146
Larghezza (mm)
213
Spessore (mm)
9
Peso (gr)
167
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