Gli studi sul rapporto fra diritto e letteratura, fioriti soprattutto in area anglosassone, da qualche anno interessano molto anche i giuristi italiani. La letteratura non si limita a porsi in una situazione di semplice "rapporto" con il diritto, ma propizia una vera "palingenesi" del diritto, consentendogli di ritrovare dentro di sé quella esigenza di giustizia che da alcuni decenni a questa parte sembra quasi dimenticata da parte della prevalente cultura giuridica europea. In questo senso, la letteratura svolge per il giurista una funzione fondamentale, perché, aiutandolo a riscoprire la giustizia quale verità del diritto, lo induce a orientarsi verso l'unica dimensione davvero ineludibile per lui e per il mondo. Attraverso l'esplorazione originale di alcune delle più affascinanti pagine di grandi autori della narrativa mondiale, questo libro permette, da prospettive diverse, di toccare con mano come al di là di ogni forma di nichilismo o relativismo propagati dalla cultura contemporanea, il diritto, privato della giustizia, rischi di trasformarsi in una arbitraria e pericolosa forma di esercizio del puro potere, strumento di sopraffazione dell'uomo sull'uomo.
EAN
9788871986470
Data pubblicazione
2012 11 12
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
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