Un libro che racconta il rapporto e le esperienze tra teatro e carcere nel mondo, cercando, soprattutto a partire da immagini, spesso di straordinaria forza espressiva, di farne capire le motivazioni. Intanto le parti, chi è fuori chi è dentro. Chi non è né fuori né dentro, e stiamo pensando al personale di sorveglianza, che vive in modo conflittuale i! successo del cosiddetto "teatro carcere". Ci sono poi gli operatori, che in qualche caso si chiamano "registi", comunque "artisti"; e poi ci sono gli utenti, i carcerati, che invece possono chiamarsi anche "attori". In poche parole c'è, dietro a ciò che abbiamo appena detto, un dibattito molto acceso, che noi vorremmo semplicemente mettere in evidenza, senza porci il problema di risolverlo. La domanda è, se fare teatro in carcere abbia motivazioni legate alla socializzazione dei detenuti, serva cioè a restituire una possibilità di inserimento in un contesto sociale, dando quindi al teatro lo stesso valore di altre attività di socializzazione.
EAN
9788872182253
Data pubblicazione
2009 01 07
Lingua
ita
Pagine
344
Tipologia
Libro in brossura
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A scene chiuse. Esperienze di teatro in carcere nel mondo—