Le lingue non sono mai semplici strumenti di comunicazione: segnano un'identità, una memoria e un senso di appartenenza. Possono accogliere ma anche respingere, aprire mondi o diventare barriere insormontabili, essere "madri" o "matrigne". In Alto Adige/Südtirol il bilinguismo - più un vincolo burocratico che lo specchio di una comunità plurale - viene spesso celebrato come esempio virtuoso di convivenza, ma si tratta di una retorica istituzionale e consolatoria, di una pura facciata dietro la quale si nascondono tensioni latenti, poteri normativi e ipocrisie di una terra ancora attraversata da fratture profonde. Dalla politica alla scuola, dalla pubblica amministrazione alla sanità, dall'informazione fino ai luoghi della quotidianità, emerge infatti una coabitazione forzata tra i diversi gruppi linguistici, non una vera integrazione. A complicare il quadro arriva la tecnologia: l'intelligenza artificiale è capace di tradurre e semplificare con efficienza chirurgica, ma anche di prosciugare la relazione umana, sostituendo il confronto con l'algoritmo. Può dunque nascere un dialogo autentico, se le differenze vengono neutralizzate da macchine che "comprendono" senza sentire?
EAN
9788872234518
Data pubblicazione
2025 09 18
Lingua
ita
Pagine
288
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
135
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
440
Come si presenta questo libro
Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto storia, politica e società.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per studenti e lettori interessati all'attualità e alla storia, con un tono facile e emotivo e un approccio facile.
Ideale per
Ideale per chi cerca una buona storia
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
Product Information
Shipping & Returns
Edizione
Acquisto
From €17.00
Lingue matrigne. La menzogna del bilinguismo in Alto Adige/Südtirol—