Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Sono singolari e intensi poemetti, questi raccolti da Sergio Nave sotto il titolo "La città provvisoria", che sulla scena catturano e immettono storie di personaggi che con i Patriarchi dell'antico Libro condividono se non un'ansia acuta di verità, una voglia di parlare (o di essere parlati), che li fa diventare esemplari dell'umana inquietudine e precarietà, e al tempo stesso portatori di un senso della vita, forte e destinale, sacro nella sua più etimologica accezione, che ne decide indifferentemente successo o sconfitta, indipendentemente dall'agire di ciascuno e senza "inutile chiarezza di ragione".
Sono singolari e intensi poemetti, questi raccolti da Sergio Nave sotto il titolo "La città provvisoria", che sulla scena catturano e immettono storie di personaggi che con i Patriarchi dell'antico Libro condividono se non un'ansia acuta di verità, una voglia di parlare (o di essere parlati), che li fa diventare esemplari dell'umana inquietudine e precarietà, e al tempo stesso portatori di un senso della vita, forte e destinale, sacro nella sua più etimologica accezione, che ne decide indifferentemente successo o sconfitta, indipendentemente dall'agire di ciascuno e senza "inutile chiarezza di ragione".
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.