Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Con uno sguardo che abbraccia un arco ampio di esistenza (i primi testi sono del 1961), Boselli affronta con passo fermo un viaggio nel tempo interiore in cui tutto si muove sul filo di un discorso organico, dove lo sguardo verso la fede (unendo le radici ebraiche alle strade cristiane) diviene il fulcro del "riflettere", del considerare gli accadimenti esistenziali ed epocali. Il senso della cronaca si fa profondo, non come redazione di eventi ma invece come selezione di valori e verità della vita. Il libro è arricchito anche da due lettere inviate tra il 1939 e il 1940 da Clemente Rebora al padre dell'autore.
Dentro trovi soprattutto biografia, autobiografia e testimonianza.
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È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.