Il titolo dell'opera introduce un problema atto a suscitare controversie e discussioni a non finire: cosa è l'autocoscienza, è una prerogativa umana o appartiene anche agli animali, in misura tanto maggiore quanto più sono aperti a quello che noi definiamo il mondo? E se conveniamo che gli animali abbiano un certo grado di autocoscienza, perché non dovremmo accordarlo, in un futuro che non è poi tanto remoto, ad androidi in grado di comunicare con noi, di muoversi, di svolgere le mansioni loro richieste, di riconoscere e classificare gli oggetti? L'autocoscienza non implica necessariamente l'esistenza dell'anima, Immanuel Kant dal Cogito non fa discendere un sum in virtù del quale gli esseri pensanti divengano esseri necessari, sostanze. Egli riconduce le rappresentazioni esterne e interne non a una res cogitans, ma ad un'appercezione a priori, una facoltà atta a fondare conoscenza che le accompagna e le fa proprie. La critica della ragione pura rende, per via delle corrispondenze riscontrabili tra l'architettura di una macchina intelligente e l'analitica dell'intelletto umano elaborata nell'estetica e nella logica trascendentali, meno assurda l'ipotesi, che affiora in tanti romanzi di fantascienza, di un androide e anche di un computer autocoscienti.
EAN
9788872553954
Data pubblicazione
2012 12 01
Lingua
ita
Pagine
78
Tipologia
Libro in brossura
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