Il razzismo non è un fenomeno "contingente" o un "effetto secondario" legato ad altri fatti sociali. È parte integrante delle nostre società e la sua genesi è da rintracciare nella costituzione coloniale della modernità capitalistica e nella narrazione degli stati nazionali. Partendo da questo assunto, il volume insiste sulla necessità di reintrodurre in modo critico i concetti di "razza" e di "razzializzazione" nel dibattito italiano ed europeo. Sin dal titolo, "la razza al lavoro", il volume sottolinea l'intrinseca connessione del razzismo con il processo di valorizzazione capitalistica, con le sue trasformazioni anche conflittuali e con le diverse esigenze politiche di dominio. Gli autori sostengono che trattare razza e razzismo come semplice "menzogna" da svelare attraverso un "progetto educativo", significhi non solo minimizzare gli effetti nel presente di fenomeni come il colonialismo e la schiavitù, ma soprattutto ridurre la lotta al razzismo a mera solidarietà. L'antirazzismo, al contrario, non può costituirsi come tale se non promuove un progetto di cambiamento radicale capace di investire più complessivamente i rapporti produttivi e le relazioni sociali.
EAN
9788872855058
Data pubblicazione
2012 11 29
Lingua
ita
Pagine
173
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
145
Larghezza (mm)
212
Spessore (mm)
11
Peso (gr)
650
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