E' un profilo storico su Camillo Caracciolo dei Rossi quello che Arturo Bascetta ci presenta in prima facie, sulla scia di Zigarelli, ma in un contesto del tutto innovativo, inedito e impensabile in cui si ritrovò il generale di Avellino. Il testo è un excursus che si divide fra i feudi della Casata che possedeva terre dalla Montagna di Montefusco fino a Melfi e poi a Brienza, riunendo buona parte dell'Irpinia e della Lucania, già secoli prima, dalle Serre di Fortore e Montoro, ai tenimenti di del Turco e del Tufo affidatari della Montagna di S.Angelo di Torrioni decimata dalla peste del 1528. Sono il patrimonio del predecessore, il vecchio Don Camillo che vide i suoi feudi dei Camilli distrutti dai Francesi nel 1537, invasori della Valle Beneventana e del Marchesato di Casalbore, fino alla nascita del Principato di Avellino, spuntato da una costola del Ducato di Atripalda fra l'ex Rocca, il casino del Parco e il Palazzo, ereditati dal nostro giovane prete, costretto a spogliarsi e a lasciare i voti per diventare Principe, Duca e Conte, come i marchisi di una volta. La nascita a Napoli e la carriera ecclesiastica, la morte di Marino II lo fa erede universale, la carriera militare coi Farnese sotto il Re, la cavalleria napoletana: generale dei Catafratti, il breve ritorno, le tre mogli, il figlio Marino III, la cattedra, la Calabria, le Terre del Principato, l'industria della lana e altri feudi salernitani, l'educandato, il Monserrato, la Cardona, la Corte: sono questi gli argomenti centrali del testo. Il cuore del volume è certamente rappresentato dal ritorno alla Cavalleria di questo valoroso generale al servizio del Viceré Ossuna di Napoli, richiamato al fronte quale alto esponente dell'ordine dei Calatrava, lasciando Napoli fra zuffe e feste, pronto a guidare la sua cavalleria nella guerra a favore di Milano. L'arrivo in Lombardia in aprile, poi il fermo nel Campo di Parma, portarono però alla prima sconfitta e alla perdita di 300 napoletani e altrettanti milanesi uccisi dai Piemontesi, ma Vercelli è libera finalmente dai Savoia, costretti a trattare la pace. Un successo inaudito per il Principe di Avellino che però si ammala gravemente. La fine del Principe avvenne dopo le ultime vittorie, da Lodi a Caravaggio, spegnendo un così nobile principe, padre di Marino III, suo successore, e di Giuseppe, come narrato anche dalle imprese di Tommaso Caracciolo che chiudono questo intrigante testo di storia pura, creato dalle cronache, edite e inedite del Seicento, come nello stile di Bascetta.
EAN
9788872973356
Data pubblicazione
2025 09 23
Lingua
ita
Pagine
158
Edizione
205
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
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Camillo Caracciolo, un generale a Caravaggio. Il Principe di Avellino che liberò Vercelli dai Savoia in una cronaca inedita del Seicento—