Se è vero che un buon libro di storia è occasione per qualche riflessione più ampia, la vicenda della Dichiarazione firmata a Roma il 3 giugno 1944 stimola considerazioni non limitate a quel momento della nostra storia. Spettava al sindacato scegliere tra considerare la democrazia e la libertà sindacale come acquisizioni definitive su cui adagiarsi piuttosto che come un territorio da coltivare con cura giorno per giorno per non essere messo ai margini. Allora, come oggi, il ruolo costruttivo del sindacato nei confronti della democrazia non è un'acquisizione definitiva e pacifica, sancita una volta per sempre. Altrettanto dicasi per la libertà sindacale: l'autonomia del sindacato, in ragione della sua natura di libera associazione che agisce di fatto e non come istituzione codificata, è una frontiera mobile la cui tenuta è da verificare di volta in volta: a ogni discontinuità della storia ritorna il tempo delle grandi decisioni.
EAN
9788873133773
Data pubblicazione
2014 01 01
Lingua
ita
Pagine
117
Tipologia
Libro in brossura
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Il «Patto di Roma». 1944, i cattolici e l'unità sindacale—